Baccanti

Baccanti è la storia dell’uscita dalla civiltà di una parte della città: le donne lasciano le case per ritirarsi sul monte Citerone e celebrare i riti del dio, abbandonano il linguaggio per danzare, cantare, correre mentre gli uomini al potere – Penteo, Cadmo e Tiresia – tentano ogni strada possibile per convincerle a rientrare. Le donne ripristinano lo spazio sacro del rito mentre gli uomini fanno discorsi su come sia più ragionevole agire, su come si possa mettere in catene Dioniso, il dio che ha reso folli le tebane. Eppure nella tragedia Dioniso è prima di tutto il nome di un’assenza, lo spazio invisibile del dio che si manifesta nello spirito della musica e della danza e che non abbandonerà la città di Tebe prima di aver compiuto la sua missione, essendo giunto per punire coloro che non hanno voluto riconoscerlo.

Solo le donne pure e spietate, forti della scelta di abbandonarsi all’euforia del dio, possono realizzare il sacrificio necessario, spargere quel sangue di cui la terra ha bisogno perché la città impietosa sia salva e lo spazio del sacro venga ripristinato, ritrovando il suo posto nell’ordine cittadino. La colpa che macchia ricadrà su di loro, sporcando di sangue corpi che ancora serbano al centro un cuore così bianco.

La messa in scena mescola parole e azioni fisiche, musica, monologhi e dialoghi poiché Baccanti è prima di tutto la storia di un ritorno alle radici dell’essere umano, alla sua dimensione fisica e spirituale così come si esprime nello spirito della danza: le donne di Tebe celebrano in Dioniso la vita della natura e la forza dei corpi.

 

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CREDITI

Di Euripide
Traduzione Davide Susanetti

Regia e sceneggiatura Marta Scaccia

Aiuto regia Martina Camani e Elisabetta Luise

Con Damian J. C. Bruzzo-Morris, Martina Camani, Maria Cascone, Rocco Dal Lago, Roberto LorenzinSebastiano Lubian, Elisabetta Luise, Laura Mondin, Valerie Payne, Gianna RubiniMarta Scaccia, Enrico Stecchezzini, Antonio Zuccon Ghiotto

Costumi Serena Mabilia
Sartoria Silvana Bertuzzo
Tecnico audio luci Luca Franchin

Foto Jacopo Rampazzo

Produzione Teatro della Cenere