Cassandra

Monologo per un’attrice sola, Cassandra parla mentre Troia continua a bruciare.

Essere di parola, essa è prima di tutto il nome di una voce inascoltata che vuole dare luogo all’umano, alla memoria e alla partecipazione mentre ne segnala l’assoluta mancanza.

Adolescente sicura della realtà che afferma, forte della verità che non spiega, Cassandra è la poetessa che continua a ricordarci dove siamo e dove dovremmo essere, è la veggente che non annuncia una profezia sul futuro ma dà corpo all’invisibile che occhi meno sapienti non sanno vedere. Troia brucia non per mano nemica, ma per la sua arroganza che mette a fuoco tutto, per il germe della giovinezza che urla nel suo corpo puro e spietato, nella sua bocca spalancata ad un gorgo di parole che nessuno vuole udire. Anima di una bellezza indecente, amara e ingiuriata, Cassandra ha la prepotenza delle gemme di primavera, la fragilità di mani che si levano al cielo come farfalle e la voce dura e tremante di chi alza una preghiera al dio che la condanna.

 
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CREDITI

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Christa Wolf

Regia e sceneggiatura Marta Scaccia

Aiuto regia Martina Camani

Con Elisabetta Luise, Martina Camani, Marta Scaccia

Visuals Jacopo Rampazzo

Produzione Teatro della Cenere