Santa Carne

 

SANTA CARNE

 

Direzione artistica: Marta Scaccia e Piero Martinello
Progetto grafico: Martina Camani e Gianna Rubini
Fotografia: Piero Martinello
Training: Martina Camani, Elisabetta Luise, Marta Scaccia

Con Cristiana Santambrogio, Marina Picardi, Simone Maculan, Gianna Rubini, Maria Fiaccadori, Frida Turco

Produzione: Teatro della Cenere, Piero Martinello
con il supporto di Crédit Agricole

 

Non siamo angeli, abbiamo un corpo.

Santa Carne è un progetto di Teatro della Cenere in collaborazione con Piero Martinello che nasce da un’idea di Cristiana Santambrogio e del gruppo di ricerca che si riunisce intorno a lei nell’indagine intorno a tematiche LGBTQ, di antropologia, teologia e pratiche ecclesiali, fino alla questione tanto fondamentale quanto rimossa del rapporto tra la sessualità e la Chiesa cattolica.

Con questo progetto Teatro della Cenere si apre alla collaborazione con un fotografo ritrattista e con un gruppo di non-attori per esplorare i temi del corpo e del sacro attraverso la ricerca teorica – nei campi della letteratura, della teologia, della psicoanalisi e dell’arte – il movimento e la fotografia nel tentativo di indagare a fondo il tema attraverso sensibilità, formazioni e linguaggi diversi per la pubblicazione di una fanzine contenente materiale fotografico selezionato, testi grafici e interventi critici e la realizzazione di una mostra fotografica.

Tutti i soggetti coinvolti collaborano da dicembre 2018 attraverso incontri di ricerca e approfondimento sul piano teorico affiancati da un laboratorio pratico-performativo condotto da Teatro della Cenere e seguito da vicino dall’occhio attento di Piero Martinello che ha trovato completamento nella residenza artistica di Luglio 2019  durante la quale il fotografo ha potuto realizzare la serie fotografica che affianca il materiale di documentazione dell’opera.

Durante il laboratorio Teatro della Cenere ha condotto il gruppo nell’esplorazione dell’espressione corporea attraverso i metodi di ricerca sul movimento elaborati da Grotowski, Pina Bausch e Jan Fabre, cercando nei corpi memoria delle parole messe in circolazione, segni delle Scritture, tensioni e conflitti interni al tema, desiderando trasformare davvero la Parola in Carne e offrendo all’obiettivo fotografico il  gesto sincero che si dichiara libero e colpevole, potente e fragile insieme e si sottrae così alle maschera della retorica.

Il fine del progetto è la divulgazione su larga scala della fanzine allo scopo di sensibilizzare e di stimolare una riflessione nella società odierna rispetto ai temi sopra citati, inserendosi all’interno di molteplici ambiti di ricerca e di discussione.

 
Essere per sempre sospesa su questo duplice abisso, ecco qual è il mio segreto.
Angela da Foligno, “Il libro delle mirabili consolazioni”


En lo muy, muy interior
Teresa d’Avila


Promisi di fare per tutta la vita quanto [quel padre] mi dicesse.
Teresa d’Avila
Non posso procedere di un centimetro
senza cercare di andare verso Dio.
Non posso muovere un dito
senza tentare di toccare Dio.
Forse funziona così:
Lui è nelle tombe dei cavalli,
è nello sciame la frenesia delle api,
è nel sarto che corregge il mio tailleur,
è a Boston, innalzato dai grattacieli.
E’ nell’uccello, l’impudica creatura alata.
E’ nel vasaio che trasforma l’argilla in un bacio.
[…]
Anne Sexton, “Non è questo, no”

 

La marea portò una mano,
ignorante come un centesimo,
seccata dal sale di sua madre,
zittita dal silenzio dei pesci.
Venne veloce sull’altare della marea
e Dio l’afferrò con la Parola
e la chiamò uomo
L’altra mano affiorò
e Dio la chiamò donna.
Fecero un applauso.
E questo non era peccato.
Era come doveva essere,
[…]
Anne Sexton, “Due mani”

 

[..]E’ così, Dio accorato, che voglio averti.
Tamburello di farina per il neonato.
Brezza e materia unite in espressione esatta,
per amore della carne che non sa il tuo nome.

E’ così, forma breve di ineffabile rumore,
Dio in fasce, Cristo minuscolo ed eterno,
mille volte ripetuto, morto, crocifisso,
dall’impura parola dell’uomo che suda.
[..]
Federico Garcia Lorca, “Ode al Santissimo Sacramento dell’Altare”


Il santo contro Dio ha raggiunto il suo apice. La sua vita e la sua fine sono la prova tangibile della crudeltà di Dio. Egli è il vincitore, moralmente, ma adesso paga il prezzo della vittoria: il martirio eterno che lo priva di tutto, anche della sua dignità.
Grotowski, “Per un teatro povero”

 

BIBLIOGRAFIA

Bibbia, CEI, 2008
Dickinson, Poesie, Mondadori, 2016
Foucault, Gli anormali. Corso al College de France (1974-1975), Feltrinelli, 2017
Ginsberg, Urlo. Kaddish, Saggiatore, 2003
Grotowski, Per un teatro povero, Bulzoni, 1993
Kristeva, Teresa, mon amour. Santa Teresa d’Avila: l’estasi come un romanzo, Donzelli, 2008
Garcia Lorca, Tutte le poesie, Garzanti, 2004
Garcia Lorca, Primeros escritos, Galaxia Gutenberg, 1997
Girard, La violenza e il sacro, Adelphi, 1992
Giovanni della Croce, Notte oscura, ODC, 2011
Valerio (a cura di), Donne e Bibbia: storia ed esegesi, Edizioni Dehoniane, 2006
C.Santambrogio, Daccapo. La sfida di Marco,Cittadella Editrice, 2017
Anne Sexton, Poesie su Dio, Le Lettere, 2003
Teresa d’Avila, Castello interiore, Edizioni 3P, 2010
Testori, Il ventre del teatro, Paragone. Letteratura, n° 220/40, giugno 1968
Vassalli, Io, Partenope, Rizzoli, 2015